Io, quando penso al futuro, faccio il conto delle cose perse.

Io, quando penso al futuro, faccio il conto delle cose perse.
E’ così ridicolo che , per parlare di futuro, io debba scavare nel passato e sporcarmi le mani di fango, per tirarmi su , da dove sono arrivata.

Quando mi dicevano che cosa o chi volessi diventare da grande, ricordo che rispondevo sempre che volevo salvare i bambini, che volevo sconvolgere il mondo, ricordo che sognavo tanto l’avvenire.

Oggi mi rivedo e non so più cosa devo fare, chi cercare, dove andare, se c’è una strada per me.
Se diventassi poetessa, sicuramente bloccherei le rime a suon di lacrime.
Oggi sono grande e non ho capito mai dove sia andata la mia anima da bambina, ora ritrovo i miei vestiti sparsi, quelli che mi fanno diventare malinconica tutto d’un tratto e mi chiedo se una parola scritta possa essere un sollievo o una bastonata.

Oggi mi nascondo, mi confondo, mi eclisso e torno più impacciata che mai, mentre gli altri ascoltano, ascoltano ogni mia esagerazione, ogni mia paura, ogni mio sguardo perso.

[Sabi

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