Buongiorno a chi perde l’equilibrio.

Di Aurora e Rugiada

Buongiorno a chi perde l’equilibrio.
A chi gli sembra di camminare su un filo spinato.
A chi quella linea la vede sempre troppo stretta.
A chi la vede sempre corta.
A chi cammina in equilibrio e non sa neanche come fa.
A chi è cresciuto contando solo su se stesso.
A chi, quindi, il giusto andamento se lo deve trovare da sé.
A chi ha una spalla su cui piangere, una mano a cui aggrapparsi. Sempre.
A chi l’ha trovata nel corso della vita.
Buongiorno a chi si aggrappa al cuore, a quello che “c’ha le valvole, non le molle”.
A chi si sente come una molla, che se la lanci verso l’alto, alla fine cade sempre giù.
A chi sa rialzarsi da terra.
A chi si aiuta con le mani.
A chi usa solo le gambe.
A chi sa che “non è il male né la botta, ma purtroppo il livido”.
A chi non lo mette via quel dolore.
A chi lo vede diventare viola ogni giorno di più.
A chi lo vede, invece, andare via minuto dopo minuto.
Buongiorno a chi, tra un filo che va in pendenza e una risalita da fare, sceglie sempre la seconda.
A chi è meglio andare su che cadere giù.

Rugiada.

 

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