Buongiorno alle cose vuote.

di Rugiada e Aurora

Buongiorno alle cose vuote.
Alle cose che prima erano piene di qualcosa e ora no.
Ai posti che si svuotano.
Alle cose che finiscono.
Alle giornate vuote.
Al momento in cui anche le stazioni, sempre affollate, si svuotano.
Alle strade della periferia alle tre di notte.
Alle stanze quando è finita la festa.
Alle bottiglie vuote.
Ai parchi dove non c’è nessuno seduto.
Alle sale di attesa quando non c’è nulla da aspettare.
Buongiorno alle case vuote.
A chi le ha piene di cartoni da portare via.
A chi se parla si sente l’eco.
A quelle che si riempiono dell’odore di chiuso.
A chi non le visita più.
A chi non ci vuole più entrare.
A chi non ha più nemmeno le chiavi.
Buongiorno ai cuori vuoti.
A chi non ci sente più nulla.
A chi sente l’eco pure lì.
A chi non ha nulla da impacchettare.
A chi non ha nulla da cercare.
A chi non può nemmeno traslocare ma vorrebbe.
A chi vorrebbe cambiare cuore.
A chi ha gli occhi vuoti.
A chi non ci vede più nulla.
A chi vorrebbe riempirli di qualcosa di bello.
Buongiorno a chi prima era pieno di qualcosa che è stato perso e ora non sa più metterci niente, di niente, di niente.

-Aurora

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